Accesso ai servizi

La Fossa

La Fossa


"Dunque....partiamo dal contesto storico, siamo intorno al 1600, in quell'epoca che oggi gli storici chiamano comunemente "l'epoca della peste Manzoniana", (questo perché fu il periodo in cui il Manzoni ambientò il suo romanzo I Promessi Sposi, dove l'Italia e l'Europa vennero colpite da questa piaga)...politicamente Bianzè come buona parte del Piemonte era nel periodo di dominazione Spagnola, sotto l'influenza del governatorato di Milano...e nel nostro bel Paese si moriva.

Si moriva di peste, ma soprattutto si moriva di un male che i paesi limitrofi avevano chiamato "la peste di Bianzè"..... Non presentava i classici bubboni tipici della peste, ma bensì provocava sanguinamento dalle vie respiratorie superiori, bocca e naso...quella che tutti credevano peste era in realtà "tubercolosi"...dovuta ai miasmi malsani delle mura delle case, pregne di umidità che risaliva dal terreno delle loro fondamenta. L'alto numero di mortalità spinse le autorità locali a vagliare l'ipotesi di trasferire l'intero borgo a qualche chilometro di distanza, ma i Bianzinesi si opposero....e da bravi Piemontesi risposero che "loro da lì non si sarebbero mossi".

Così vennero ingaggiati dei "Misuratori" (ossia quelli che noi oggi chiamiamo Geometri), che finiti i loro studi, fecero partire i lavori di bonifica territoriale....che consistettero nell' abbattere parte delle antiche mura medievali, e scavare in quello che era il vecchio fossato un ampliamento in alcuni tratti del paese di 3 metri di profondità fino ad arrivare alle prime sorgive, che potendo così defluire liberamente, smisero di infiltrarsi nel terreno. Dopo qualche tempo i Bianzinesi notaro un calo sensibile dei morti, e con i resti delle mura medioevali abbattute costruirono la (*)Chiesa del "Tabi" come voto alla Madonna per grazia ricevuta.

Nel 1780 la Famiglia Ferrero, che si occupava proprio di "Misurazioni", prese in carico  il lavoro di terminare l'opera di bonifica, facendo divenire Bianzè un "isola" come lo vediamo  adesso...circondato completamente dalla sua Fossa da tutti i lati...ed in più venne approfondita di 4 metri il letto dell'opera, portandola definitivamente ad una profondità di 7 metri....il numero dei fontanili delle risorgive arrivò ad essere 36....poi con il tempo la falda si spostò ed il numero di conseguenza andò calando...tubi profondi 5 metri facilitano la fuoriuscita "a fontana" della falda...ma in alcuni punti le sorgive "bollono" senza l'ausilio di tubi che le guidino.

La peste di Bianzè scomparve....la Fossa diventò a tutti gli effetti il simbolo del nostro paese...imponente opera sanitaria ed architettonica, unica nel suo genere, da secoli ci abbraccia e ci protegge....acqua nelle Terre d'acqua, genialità....preghiera...e senso di appartenenza."

 

 

(*)Chiesa del "Tabi" : la Chiesa del Tabi ( non Tabbi ) è chiamata così proprio perché dedicata alla Madonna che salvò i bianzinesi dalla “Tabes” ( termine latino che indica , appunto, la “Peste” ).